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Gita all’inferno

 

L’ operazione della rivisitazione dell’Inferno di Dante proposta da Nunzio Caponio con la collaborazione di Simeone Latini, è innovativa relativamente alla messa in scena, ma soprattutto per l’attualissimo parallelismo di epoche.

Akròama, Teatro delle Saline, terzo degli appuntamenti della rassegna “Ultimo Teatro, dalla zona del crepuscolo” organizzato dal Teatro Tragodia presso il Teatro delle Gazzose di Mogoro, ha saputo raccontare l’Inferno di oggi attingendo a opere cinematografiche e televisive divenute oramai un cult della lettura de “l’Inferno” di Dante. Tra le voci recitanti quella dell’illustre Vittorio Gassman e tra le immagini la proiezione del film “L’Inferno” di Adolfo Padovan della Milano film girato nel 1911. 

La narrazione dell’al di la oltre alle immagini succitate utilizza cortometraggi girati ad hoc per mostrare il percorso infernale al quale il protagonista appena morto, è costretto se vuole uscirne.

Conoscere per ricordare, conoscere per migliorare

 

Non basta ricordare solo le vittime ebree per non dimenticare, ma è necessario conoscere la storia dell’Olocausto vissuto anche su altri fronti. Questo è ciò che gli studenti dell’Istituto Tecnico Commerciale di Mogoro hanno voluto raccontare in occasione della Giornata della Memoria dello scorso 27 gennaio, durante lo spettacolo tenuto presso la Fabbrica delle Gazzose – Teatro Tragodia di Mogoro.

Grazie alla magistrale regia di Virginia Garau e di Giuseppe Onnis per le luci, i sedici allievi del laboratorio tenutosi sin dall’avvio dell’anno scolastico, Rachele Angelosanto, Debora Ardu, Daniele Ardu, Sofia Atzeni, Michela Atzori, Serena Batzella, Marta Contu, Riccardo Cruccas, Isabel Doro, Giada Ghiani, Alessandro Langiu, Giulia Pes, Jasmine Pia, Daniele Piras, Serena Zara e Manuel Zuddas, hanno messo in scena i Volantini della Rosa Bianca.

MASULLAS

A SPASSO CON ANTONIO

GIUSEPPI E MARIA

 

"Fare teatro" non significa solo recitare, ma prendere coscienza del proprio corpo, quale strumento per comunicare. Fondamentale quindi l'analisi particolareggiata del movimento, lo studio del linguaggio gestuale, usati a sostegno dell'esperienza verbale.

Il movimento libero, volto a soddisfare esigenze fisiche e ludiche dell’individuo, è importante per renderlo consapevole della propria corporeità e della realtà spaziale che lo accoglie.

Per questo, in occasione dei venticinque anni dalla scomparsa (1988) del commediografo oristanese Antonio Garau,

COMUNICATO STAMPA

Un appuntamento solidale quello con lo spettacolo di Aldo Sicurella

 

La messa in scena di “La Filosofia del Cammello” di Aldo Sicurella, con le musiche di Cristina Greco,  eseguite dal vivo insieme a Mauro Piras, è uno spettacolo a cui possono assistere grandi e piccini perché la capacità evocativa della narrazione del giovane turista perdutosi nel deserto, stimola riflessioni  negli adulti, e aiuta i più giovani a usare l’immaginazione oltre che stimolare la voglia di avventura.

Il filo conduttore del testo è la narrazione del vagabondare del nostro turista tra le dune del deserto, dopo essersi allontanato dall’autobus sul quale viaggiava. Durante il suo errare avvengono incontri che segneranno tutta la narrazione e, a loro volta, racconto nel racconto, attueranno la trasformeranno del protagonista, il quale diverrà parte del deserto stesso. Questa singolare esperienza consentirà al giovane turista di conoscere la vera vita del Sahara e le vicende del popolo Saharawi.

Tutto in una slide di Teatro Tragodia

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